Marcovaldo è un uomo semplice e buono, e lavora come facchino presso una grande azienda: la Sbav. Il Direttore dell’azienda è un ricchissimo uomo interessato soltanto al profitto, e sotto Natale decide di far consegnare pacchi dono a tutti i ricchi Direttori d’Azienda della città. Il povero Marcovaldo si trova a dover fare tanto lavoro extra per consegnare i regali, e suo malgrado, accetta di farlo travestito da Babbo Natale. La sua è una famiglia semplice, che lo ama e sostiene nonostante la corsa forsennata che si vede obbligato a fare, e in una festa dedicata agli affetti come il Natale, inesorabilmente trasformata dal consumismo, la più grande lezione arriva proprio da suo figlio, che con l’ingenuità propria dei bambini, aiuta il figlio del Direttore, un bambino viziato e annoiato, a divertirsi veramente e con poco. Uno spettacolo divertente e dal clima natalizio che mette in evidenza le due facce del Natale: da una parte la frenetica rincorsa al business e ai regali, dall’altro il più alto valore dei sentimenti e della famiglia soprattutto nei periodi di festa. L’uso di diverse tecniche teatrali, rende lo spettacolo fruibile anche ai bambini più piccoli, dai 6 anni in su.
Re Giangurgolo e le Arance d’oro
Capitan Giangurgolo è la maschera del calabrese che ha attraversato secoli di storia di commedia dell’arte: spavaldo e ingordo, spaccone con i più deboli ma sottomesso coi più forti.
In questo spettacolo, il nostro Capitano è diventato Re ed è pronto per una nuova avventura, che lo vedrà protagonista di un divertentissimo canovaccio, nel quale vivono personaggi che sotto una apparenza buffa e goliardica, nascondono debolezze e sentimenti profondi. Un viaggio alla scoperta della maschera del calabrese, che merita di essere conosciuta dalle nuove generazioni per aggiungere un tassello importante al composito mosaico della nostra storia.
Il linguaggio è ricco ma chiaro, ed ha il preciso intento di non raccontare agli spettatori una storia piana, ma preziosa nella varietà espressiva che offre la lingua italiana. Il nostro eroe, strampalato ed egoista, viene calato in una atmosfera fiabesca e goliardica, alle prese con una figlia che pensa solo ad “uscire” ed un Consigliere candido e buono con cui tesse un rapporto fatto di equivoci e fraintendimenti, posti alla base di un dialogo comico fortemente ritmico, che prende le mosse e omaggia apertamente gli sketch del cinema italiano più famosi. Inganni, tranelli, fraintendimenti, giochi di parole, zuffe e misteri, si risolvono in una baruffa totale tra tutti i protagonisti che mette a posto ogni cosa, ristabilendo un nuovo equilibrio tra i personaggi, utilizzando il lieto fine, che tanto è atteso nelle commedie, nel quale scopriremo chi ha rubato le arance d’oro e aiuteremo la Principessa a trovare il vero amore, dando a Re Giangurgolo una bella lezione di umiltà!


