Canto di Natale - locandina

Canto di Natale

Londra, vigilia di Natale. Il vecchio e avaro Ebenezer Scrooge disprezza le feste, la generosità e ogni forma di umanità. Ma nella notte più lunga dell’anno, riceve la visita di tre spiriti – il Natale Passato, Presente e Futuro – che lo guideranno in un viaggio visionario attraverso la sua stessa vita. Un percorso di trasformazione e redenzione che cambierà per sempre il suo sguardo sul mondo. In questa nuova e sorprendente versione teatrale del capolavoro di Dickens, gli attori danno vita a decine di personaggi con una straordinaria tecnica interpretativa, sostenuti da videomapping d’atmosfera e scenografie virtuali che trasformano la scena in un libro animato: la Londra vittoriana, la casa dei Cratchit, l’oscurità dell’anima di Scrooge e la magia del Natale prendono corpo in un’esperienza immersiva e poetica. Uno spettacolo pensato per adulti, famiglie, scuole e comunità, che unisce tradizione e innovazione, emozione e meraviglia.

Un linguaggio innovativo: la compagnia ha scelto di rappresentare la storia con un uso complesso e raffinato del videomapping immersivo. Attraverso la ricerca del nero assoluto e di immagini tridimensionali, lo spazio scenico si trasforma in un ambiente magico, che abbraccia e coinvolge lo spettatore come fosse dentro al racconto. Un ponte tra teatro e tecnologia: lo spettacolo diventa anche occasione di educazione all’innovazione, perché dimostra come le nuove tecnologie possano dialogare con la tradizione letteraria per creare esperienze artistiche di forte impatto. Un momento di confronto: al termine della rappresentazione, gli studenti avranno la possibilità di incontrare gli attori e i tecnici, ponendo domande e scoprendo i segreti della realizzazione scenica e multimediale.

Nota di regia

Perché tornare a Dickens, oggi? Forse perché, pur essendo un autore dell’Ottocento, la sua voce continua a risuonare incredibilmente attuale. “Canto di Natale” è una favola che ci chiede di guardare con occhi nuovi al nostro presente, ai rapporti umani, al senso di comunità. È una storia che, dietro la magia, nasconde una grande urgenza morale. La nostra regia ha scelto di raccontarla attraverso una formula inedita: unendo la potenza del testo classico alla forza visiva del videomapping. I personaggi appaiono come sospesi tra cinema e teatro, i fantasmi assumono forme spettacolari, e la scena diventa un universo immersivo in cui il pubblico si sente partecipe. Gli attori, provenienti dal panorama nazionale, danno vita a un’esperienza professionale di altissimo livello, dove il classico incontra il moderno. È proprio questa la sfida: restituire oggi un Dickens che non sia “antico”, ma urgente, vicino, necessario. Inoltre, lo spettacolo valorizza una caratteristica peculiare della scrittura dickensiana: la capacità di passare con naturalezza da un registro comico a uno tragico, dall’alto lirico al basso grottesco, dall’austero al fiabesco. Questa varietà di toni, che fa parte del fascino del testo, viene riproposta in scena con forza visiva e recitativa, offrendo agli spettatori un’esperienza viva e mutevole, che alterna sorrisi, emozioni e momenti di autentica commozione. Perché “Canto di Natale” non è solo la storia di Scrooge: è la storia di ciascuno di noi, con le nostre paure, i nostri egoismi e le nostre possibilità di rinascere.

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Momotaro, il figlio delle pesche

Ci concentriamo spesso nel raccontare le fiabe a noi classiche, dimenticando che ci sono classici per ogni nazione, e che spesso, quelle storie così comuni ad altre latitudini, per noi sono completamente sconosciute.
Cosa accade nelle fiabe di paesi lontani? È strano, ma anche affascinante, perché accade ciò che ci aspettiamo da tutte le fiabe: eroi, cattivi, battaglie, animali parlanti e, quando tutto sembra precipitare, un atteso lieto fine. Niente di diverso da ciò che ben conosciamo, allora perché non raccontare la storia di Momotaro?
Lo spettacolo porta in scena una delle fiabe più amate della tradizione giapponese: la storia di Momotaro, il bambino nato da una grande pesca trovata in riva al fiume da una coppia di anziani senza figli. Cresciuto forte, coraggioso e generoso, Momotaro decide di partire per liberare il suo villaggio da un gruppo di terribili oni (demoni) che seminano paura e distruzione.
Durante il viaggio incontra tre compagni fedeli – un cane, una scimmia e un fagiano – che lo aiuteranno nell’impresa. Con astuzia, coraggio e spirito di collaborazione, Momotaro e i suoi amici affronteranno gli oni, riportando la pace e la serenità alla comunità.

Lo spettacolo alterna momenti di narrazione viva e diretta a scene di forte impatto visivo e immaginifico, invitando i bambini e i ragazzi a scoprire non solo una fiaba lontana, ma anche i valori universali che porta con sé: la solidarietà, l’amicizia, il coraggio e il rispetto reciproco.
Una messa in scena semplice e suggestiva, che gioca con la forza evocativa della parola e delle immagini, trasformando la fiaba in un viaggio teatrale collettivo capace di far “vedere” ciò che non c’è e di trasportare gli spettatori dentro un Giappone antico, magico e senza tempo.

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Il Pesciolino d’Oro

Il pesciolino d’oro è uno spettacolo dal forte impatto visivo. Racconta la curiosa avventura di un povero pescatore che si trova a pescare nella sua rete un pesciolino magico, il quale per ringraziarlo di averlo liberato, gli concede la possibilità di chiedergli qualunque desiderio. Il pescatore, contento di ciò che ha, rifiuta di possedere più del dovuto, mentre la sorella lo esorta a ritornare dal pesciolino d’oro a chiedere sempre di più. Ma alla fine quando le richieste della sorella diventano eccessive, tutto ritorna come all’inizio. Nel solco della classica parabola che recita così: “chi troppo in alto va cade sovente, precipitevolissimevolmente”. Lo spettacolo prevede l’uso di tecnologie visive di ultima generazione con videomapping che creano una esperienza immersiva e interattiva rendendo i ragazzi parte della stori

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Le Avventure di Giovannino

​Le avventure di Giovannino racconta le disavventure di un giovane senza paura. Liberamente ispirato alla fiaba di Calvino, vede in scena un’attrice in mezzo ai bambini, raccontare la storia con innumerevoli interventi di improvvisazione e interazioni con ii ragazzi.
Si realizza quello che un tempo si faceva davanti al caminetto delle case: raccontare storie incredibili ma allo stesso molto educative alle giovani generazioni. Uno spettacolo all’apparenza semplice, ma sempre diverso ad ogni replica, grazie alla particolarità del racconto e alle risposte dei giovani spettatori.

con Elisa Ianni Palarchio.

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Racconti in Valigia

Cosa si nasconde in una mano? E cosa può celarsi in un bosco? E dietro un colore? Cosa hanno in comune una vespa e una formica? I racconti in valigia sono una serie di storie legate tra loro da sentimenti puri di amicizia, amore, rispetto dell’altro. Alla maniera di antichi cantastorie si arriva in un luogo, ci si mette di fronte a dei bambini curiosi, si apre un piccolo teatro e da lì si raccontano numerose storie con l’aiuto di bellissime illustrazioni che suscitano nei ragazzi una sterminata creatività, la stessa che useranno per provare anche loro a inventarne una. Lo spettacolo è per un numero massimo di 20/25 bambini, si può realizzare anche in spazi all’aperto che non hanno bisogno di amplificazione.
Senza nome

Il Pianeta degli Alberi di Natale

Lo spettacolo, nato in forma laboratoriale, coincide con le celebrazioni per il compleanno di Gianni Rodari, per i suoi 100 anni da gigante delle pedagogia e della fantasia libera.
Il Pianeta degli alberi di Natale è un luogo ideale dove tutto va come vorremmo, dove l’unico limite lo pone la nostra immaginazione. Durante questi mesi, di sicuro, abbiamo tanto desiderato plasmare il nostro pianeta ideale, visto che quello che abitiamo è tanto cambiato e ci ha dato un forte scossone negativo, forse è arrabbiato con noi, e chissà, magari ha anche ragione.
Allora ha ancora più senso pensare un pianeta dei desideri, dove ci disfiamo di tutto ciò che non va, e una volta tanto teniamo solo ciò che vogliamo. Dall’immaginazione passeremo finalmente all’azione, costruiremo il nostro pianeta, lo popoleremo coi suoi abitanti, umani, animali, alberi, fiori e case. Formeremo una piccola galassia in cui tutti i pianeti saranno facilmente connessi e visitabili, e sarà una bellissima installazione per ripartire dai nostri sogni, che non sono mai spariti.
Ciascun pianeta avrà il suo nome, come i suoi abitanti, e passarvi accanto accenderà i luminosi pensieri di chi lo ha plasmato.
Saremo pronti per ricominciare a vivere, finalmente, il teatro, come veicolo per rendere più veri i nostri sogni, e naturalmente, anche se in ritardo: buon compleanno Gianni Rodari!