Le Bureau de Porc

Le Bureau de Porc

Il testo ha come punto di partenza la fiaba di Barbablù di Perrault. La nostra versione vuole incantare e infondere le suggestioni insite nel testo, facendo assaporare e vivere le sensazioni e le atmosfere “meravigliose” della aba. Ma, allo stesso tempo, pone al centro i conitti tra contadini e proprietari. Un monologo in cui il narratore, sempre distinto dai personaggi di cui narra, conduce una vera e propria indagine sui fatti accaduti, avvalendosi immagini e suoni.

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Il Pesciolino d’Oro

Il pesciolino d’oro è uno spettacolo dal forte impatto visivo. Racconta la curiosa avventura di un povero pescatore che si trova a pescare nella sua rete un pesciolino magico, il quale per ringraziarlo di averlo liberato, gli concede la possibilità di chiedergli qualunque desiderio. Il pescatore, contento di ciò che ha, rifiuta di possedere più del dovuto, mentre la sorella lo esorta a ritornare dal pesciolino d’oro a chiedere sempre di più. Ma alla fine quando le richieste della sorella diventano eccessive, tutto ritorna come all’inizio. Nel solco della classica parabola che recita così: “chi troppo in alto va cade sovente, precipitevolissimevolmente”. Lo spettacolo prevede l’uso di tecnologie visive di ultima generazione con videomapping che creano una esperienza immersiva e interattiva rendendo i ragazzi parte della stori

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Sguardi a Sud 2022 – V stagione di Teatro Contemporaneo

SGUARDI A SUD 2022 – V° Stagione di Teatro Contemporaneo
Teatro Comunale di Mendicino (CS)

Sguardi a Sud 2022

Il 25 settembre si parte con una prima nazionale, “4×25”, scritto diretto e interpretato da Lorenzo Praticò in una produzione di Rossosimona di Rende (CS), vincitrice del Premio Scenario nel 2001. Lo spettacolo è un monologo a più voci, o forse in un dialogo per voce sola, con personaggi diversi che si raccontano e vengono raccontati in uno spazio simbolico e in un tempo tutto sommato essenziale, attraverso una narrazione che lascia poco spazio alla speranza. Le isole di leggerezza sono un tentativo di prendere fiato, di non smarrire la propria identità, di crederci ancora. Uno spettacolo che parla di lavoro, di lavoratori senza nomi e senza volti, di muri da scalare e di dignità calpestata e di lunghe strade da percorrere.

Il 9 ottobre è la volta della compagnia “Astragali Teatro” di Lecce, con lo spettacolo “MEDEA, DESÌR”, scritto e diretto da Fabio Tolledi, con Roberta Quarta, Simonetta Rotundo, Matteo Mele. Medea è una storia che si moltiplica nei secoli. Medea è donna, straniera e selvaggia, creatura altra che resiste e ama. Ama aldilà di ogni valore, aldilà di ogni morale. Resiste e sfugge al potere, regina adolescente a cui tutto si può chiedere, depositaria di un sapere profondo e antico. La radice del suo nome, med, richiama la parola medicina. Il pharmakon che cura e avvelena. Che può salvare e uccidere. Radice del venenum, di qualcosa che trasforma e muta. Medea, scacciata e bandita dal potere, stigma della donna selvaggia, rivendica il solo orizzonte che incrina e mette in crisi il potere: il desiderio. Medea ama, Medea ama l’amore, Medea vive nel desiderio che prende e dona forma alla vita.

23 ottobre ci sarà lo spettacolo “LA GUERRA DI PAULINUZZU MILLARTI”, vincitore del Premio “più a Sud di Tunisi”, diretto da Benedetta Nicoletti con Andrea Puglisi. Lo spettacolo racconta la storia vera di Paolo Montalto, reduce dalla seconda guerra mondiale, tra anedotti e storie inverosimili ma realmente accadute, dal vedere l’uccisione di Italo Balbo davanti ai suoi occhi, fino ai continui bombardamenti nei quali riesce comunque a sopravvivere pur vedendo morire tutti i suoi commilitoni. Una storia importante, da raccontare alle nuove generazioni e che ha visto il testo essere anche pubblicato da Algra Editore.

Il 6 novembre sarà dedicato ai più piccoli con lo spettacolo di teatro ragazzi “IL PESCIOLINO D’ORO”, regia di Natale Filice e con Elisa Ianni Palarchio e Mario Massaro. Una aba di Esopo ripresa da Puskin è il pretesto per uno spettacolo dai toni divertenti e colorati. Una continua interazione di personaggi dal vivo e non che, grazie all’uso di videomapping, darà ai piccoli spettatori la possibilità di vivere un viaggio fantastico, per ritrovare un insegnamento quanto mai attuale in questo periodo: accontentarsi di ciò che già si ha, perché ad esagerare, spesso si rischia di rimanere con un pugno di mosche in mano.

Il 13 novembre ospiteremo la compagnia Mana Chuma (compagnia vincitrice nel 2019 del premio della critica ANCT) in “QUANTO RESTA DELLA NOTTE”, struggente racconto di e con Salvatore Arena. Lo spettacolo parla del bisogno di ogni uomo di superare i drammi della vita attraverso i ricordi, le parole del quotidiano, di una madre che sta lentamente spegnendosi perché rinasca il figlio, come a partorirlo due volte. È un urlo  muto, quieto-inquieto, cosparso di lacrime e rimorso, sacrificio necessario,  gesto  estremo  nel  silenzio.  È  un  appellarsi  alla  coscienza,  all’ascolto  degli  altri  per consegnarsi  al  perdono.  È  croce  da  portare,  è  fratello  da  cullare  al  centro  del  cuore,  è  madre  da accompagnare all’ultimo gradino. Non vi è fuga, dunque, nè spazio per la finzione. L’immobilità è essa stessa confronto estremo con la vita che si muove, attraverso un parlare con altri che altri non sono che se stesso.

Il 20 novembre la nuova produzione di Porta Cenere, “LE BUREAU DE PORC – LA STANZA DEL MAIALE”. Uno spettacolo realizzato con l’ausilio di video mapping che ha come punto di partenza la fiaba di Barbablù e la sua ossessione nell’uccidere le mogli. La versione del regista e scrittore Natale Filice vuole incantare e infondere le suggestioni insite nel testo, facendo assaporare e vivere le sensazioni e le atmosfere “meravigliose” della fiaba. Ma, allo stesso tempo, pone al centro i conflitti tra contadini e proprietari. Un monologo in cui il narratore, sempre distinto dai personaggi di cui narra, conduce una vera e propria indagine sui fatti accaduti, avvalendosi immagini e suoni. Porta Cenere ha vinto numerosi premi internazionali per il corto “#itsnotfunny – #nonfaridere”, in Cile, Venezuela, Francia, UK ecc…

Il 27 novembre ospiteremo il Teatro Studio Krypton, con lo spettacolo “PANZA, CRIANZA, RICORDANZA” di e con Giancarlo Cauteruccio, noto in Italia e all’estero per la sua particolare poetica basata sul rapporto tra arte e tecnologia. Lo spettacolo, da un poemetto dal titolo “Fame, Mi fa fame”, verte sulla condizione di disagio del mondo contemporaneo e le sue molteplici problematiche. La sua fame, condizione disperante, rifugio, luogo poetico e creativo ad un tempo, diviene occasione di dirompente denuncia contro l’orrore. Un lavoro della memoria sulla memoria, sulla fame onnivora che tutto ricorda, dove nulla è suo ma tutto le appartiene. Solo in scena, affiancato dai suoi fantasmi e dai i suoi sensi, il regista/attore con i suoi versi affronta lo smembrarsi del tempo, dei fatti, dei luoghi portando su di sé i segni della sua condizione di ammalato di fame insaziabile e affidando alla sua lingua madre questa nuova messa in gioco di tutto il suo corpo, poetico, fisico, teatrale. È un lamento, un grido che lentamente si fa poesia per raccontare la guerra del cibo, la guerra dei ricchi e dei poveri, attraversando l’immaginario letterario e artistico medievale e rinascimentale.

Il 4 dicembre è la volta di “PPP, AMORE E LOTTA”, drammaturgia di Katia Colica, con Americo Melchionda, Maria Milasi e Kristina Mravcova. Uno spettacolo a cura di Officine Jonike delle Arti, una nuova produzione che ha per protagonista le vicende artistiche e umane di Pier Paolo Pasolini, in un travolgente racconto tra, appunto, amore e lotta.

Due eventi chiuderanno la Stagione, dando spazio a realtà locali: il 10 dicembre la compagnia teatrale “I Commedianti” di Soveria Mannelli (CZ) darà vita a una divertentissima rilettura di “Natale in Casa Cupiello”.

L’11 dicembre sarà la volta di “MusicAL of the night – Broadway e altre storie”, a cura di Antonio Fratto e Marianna Esposito, per rivivere le atmosfere storiche del musical e delle colonne sonore degli spettacoli più apprezzati oltreoceano.

Biglietti disponibili da INPRIMAFILA Cosenza o al botteghino del Teatro il giorno dello spettacolo.

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Ismene

​L’idea non banale del Tempo letto come organismo trans-teatrale e performante, lambisce, urta, permea e scolpisce gli apparati e le architetture previsti in questo allestimento. La scena: col suo corpo frontale, bidimensionale e pubblico, e quello prospettico, tridimensionale e privato, che guida lo sguardo lungo la direzione della spada di Aiace; la musica ridistribuisce nel tempo e nello spazio i cristalli impazziti della rottura del Mito. Così ISMENE di RITSOS si fa ANCORA PIÙ contemporanea, come ingrandimento di quella stessa rottura della linearità del mito che oggi ancora possiamo chiamare tragedia.

da Ritsos Adattamento e Regia Nat Filice
con Stefania De Cola e Annalisa Gioia
Musiche Originali Sudan DiBona & Salvatore Sangiovanni
Costumi Antonella Carbone; Scene e Luci Eros Leale
Video compositing e Video Mapping Valerio M. Filice
Tecnica Audio Video Gianpaolo Palumbo, Lorenzo Vommaro

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Le Avventure di Giovannino

​Le avventure di Giovannino racconta le disavventure di un giovane senza paura. Liberamente ispirato alla fiaba di Calvino, vede in scena un’attrice in mezzo ai bambini, raccontare la storia con innumerevoli interventi di improvvisazione e interazioni con ii ragazzi.
Si realizza quello che un tempo si faceva davanti al caminetto delle case: raccontare storie incredibili ma allo stesso molto educative alle giovani generazioni. Uno spettacolo all’apparenza semplice, ma sempre diverso ad ogni replica, grazie alla particolarità del racconto e alle risposte dei giovani spettatori.

di e con Elisa Ianni Palarchio.

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Tenimmoce Accussì

Una divertente commedia dal sapore agrodolce che raccoglie le confessioni di una donna in lotta con il tempo che passa e che si muove e si produce in una riflessione sul senso minimo della vita, a partire dal saper fare un latte di mandorla per esaltarne le qualità e il gusto sublime, fino a lambire un certo senso di beata rassegnazione circa un corpo che ha oltrepassato l’età della giovinezza e perde tono col trascorrere del tempo. Il culmine della digressione si raggiungerà con un imbarazzante contrattempo che ci consegnerà una donna abbandonata senza freni inibitori alle emozioni inaspettate che scaturiscono dai piccoli avvenimenti della vita quotidiana, rivelandone un crescendo arguto e aggressivo.

TENIMMOCE ACCUSSI’
scritto e diretto da Elisa Ianni Palarchio
con Mario Massaro
costumi Antonella Carbone
direzione tecnica Matteo Costabile
tecnico audio Lorenzo Vommaro
voice off Renato Costabile
Sonorizzazioni Antonio Arena

 

Scuola dei Classici 2021

La Scuola dei Classici

LA SCUOLA DEI CLASSICI è un’iniziativa che intende favorire la diffusione e la visione di classici del teatro di tutti i tempi, a studenti delle scuole di ogni ordine e grado e dell’università. Il progetto, considerata l’oggettiva mancanza di attenzione e di “prodotti” teatrali classici rivolti alle giovani generazioni, prevede, in sintonia con le attività dei maggiori teatri italiani, la realizzazione di testi classici del repertorio teatrale internazionale. L’utilità socio-culturale che la visione dei grandi classici garantisce, resta comunque l’obiettivo principale. Negli anni la manifestazione ha visto rinnovarsi la collaborazione con la BCC Mediocrati, oltre che il sostegno di numerosi enti locali, quali la Provincia di Cosenza, assessorato alla cultura, e il Comune di Cosenza con la collaborazione con il cine-teatro comunale “Tieri”, sempre pieno in ogni ordine di posto. Dal 2017/18 è riconosciuta e co-finanziata dalla Regione Calabria quale evento storicizzato. Il progetto “la scuola dei classici”, ha rappresentato e rappresenta il primo esperimento nel suo genere in una realtà disagiata ed emarginata come quella calabrese. Costituisce sostanzialmente un veicolo inedito di comunicazione fra mondo accademico, mondo scolastico, mondo amministrativo e il panorama teatrale regionale e nazionale. Il successo sempre crescente riscosso in tutte le edizioni, dimostra non solo la necessità e l’esigenza della manifestazione da parte di studenti e docenti, ma anche la valenza socio-culturale che essa rappresenta nel campo teatrale e musicale calabrese. Inoltre, sulla scorta dei suggerimenti di anno in anno raccolti attraverso apposite schede redatte dai docenti, l’evento cresce e si rinnova con le sostanziali volontà e richieste da parte del proprio pubblico.

Le Edizioni